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Stalking. Esiste anche sul Web?

Può capitare che un hater, attivo nel denigrare, offendere e diffamare un soggetto decida di alterare il proprio atteggiamento iniziando addirittura a perseguitare la persona oggetto di attenzioni attraverso l’invio di innumerevoli mails e messaggi sui social network ovvero sulla casella di posta elettronica.

Anche in questi casi si parla di stalking.

Tutti sanno che il termine stalker è preso in prestito dall’inglese e significa letteralmente “fare la posta”.
È evidente che gli stalker che agiscono sul web non possano perseguitare o pedinare la propria vittima ma utilizzano come metodi e strumenti di persecuzione l’uso compulsivo e sconsiderato degli strumenti informatici ecco perché in questi casi si parla di Cyberstalking.

Nel mondo del social, infatti, gli atti persecutori si sviluppano attraverso contatti assillanti/persecutori, messaggi molesti, in alcuni casi minacce o altri atteggiamenti distorti che incutono nel soggetto passivo paura e provocano stati di ansia e di angoscia tali da indurlo a modificare le proprie abitudini di vita.

Cosa fare in questi casi?

Per prima cosa è importante non cancellare messaggi, mails e tutto il materiale inviato dal Cyberstalker.
Questi elementi, infatti, rappresentano prove importanti per dimostrare gli atti persecutori posti in essere.

Il secondo passo da fare, se non si vuole ancora sporgere denuncia-querela, è quello di recarsi presso l’Autorità di Pubblica Sicurezza per esporre i fatti avanzando richiesta di ammonimento al Questore.
In questi casi, l’Autorità di Pubblica Sicurezza adita valuterà i fatti esposti e se li riterrà fondanti procederà ad ammonire oralmente il soggetto attivo, o meglio il nostro stalker, inviandogli un formale avvertimento.

Può capitare che, nonostante l’ammonimento, lo stalker continui con gli atti persecutori, in questi casi verrà iscritto nel registro degli indagati senza alcun bisogno di sporgere una denuncia querela, invero, a seguito dell’ammonimento è previsto che per i reati di atti persecutori si proceda di ufficio.
È importante chiarire, che il passaggio in Questura non è obbligatorio. Se la vittima lo ritiene, infatti, può adire direttamente l’Autorità giudiziaria proponendo una formale denuncia-querela nel termine di sei mesi, che non potrà essere ritirata in quanto la condotta persecutoria è stata commessa attraverso strumenti informatici e/o telematici.

Avete un problema con Follower un po’ troppo molesti? Se avete bisogno di un supporto CONTATTATECI e provvederemo a indicarvi le strade migliori da percorrere per risolvere il problema

Articolo a cura di avv. Teresa Mercurio e avv. Ferdinando Perri

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