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CHI SONO GLI INFLUENCER…

Se ne dicono di tutti i colori e di tutte le forme.
C’è chi elogia la Ferragni come imprenditrice.
Chi la denigra perché “non fa un lavoro vero”.
Chi insulta le ragazze che si fanno i selfie per strada.
Chi dice che sono stati bravi a cavalcare il cambiamento.
Chi dice che sono smidollati ai quali non va di lavorare.
E c’è chi li chiama “i nuovi imprenditori” (cit. avv. Ferdinando Perri)…

Ma alla fine, ma chi sono questi influencer?

Partiamo da un presupposto.
Quello che verrà fatto in questo articolo non sarà un’analisi socio-evolutiva sul perché o per come sono nati i Social network o gli influencer… di questi articoli sul web se ne trovano anche troppi.

Quello che verrà fatto è fornirvi poche semplici nozioni e spunti di riflessione su quello che oggi può essere considerato Influencer Marketing e su chi sono effettivamente questi “influencer”.

Partiamo proprio da qui. Un influencer si potrebbe definire tecnicamente – Content Creator con un proprio pubblico –

Cosa intendo? Provo a spiegarmi meglio:

L’influencer fa quello che una volta facevano principalmente RADIO e TV attraverso i loro programmi, ovvero trasmette contenuti ad un pubblico interessato a quei contenuti.

Pensate alla TV. Come funziona la tv?
Questa, semplificando, è “contenitore” di CANALI E PROGRAMMI

E che cos’è un SOCIAL NETWORK? Un contenitore di “canali” (i profili personali di persone e aziende) e Programmi (contenuti e argomenti trattati), con un pizzico in più di interazione diretta.

Seguendo questo ragionamento, un Influencer è quello che all’interno della TV poteva essere il PRESENTATORE di un programma, con la differenza che  oltre a condurre, l’influencer deve anche essere autore (degli stessi contenuti), regista, tecnico e responsabile del suo canale.

Insomma, un influencer è a tutti gli effetti un creatore di contenuti.

Ma come funziona e come nasce.

Il vero problema di questo “settore” è proprio questo, il fatto che ad oggi non c’è una regola precisa. La diffusione di internet, la crescita esponenziale dei social network, il mutamento del rapporto con la tecnologia da parte delle persone, ha dato il via ad una serie cambiamenti epocali nel modo di comunicare e nel modo in cui comunichiamo.

Per farla breve, oggi tutti hanno in mano strumenti per dare spazio alle proprie idee e potenzialmente un pubblico che li ascolti.

Fino a qualche anno fa, per poter parlare ad un pubblico, o eri un politico, o un presentatore (radio e tv) o scrivevi su qualche giornale.
In ognuno di questi percorsi professionali vi era una enorme gavetta da fare. Tanti no, tante porte sbattute in faccia, tanti anni di studio, tanta competizione, tanta guerra.

Molte cose non sono cambiate. La competizione è aumentata è tutto molto difficile. Ma una cosa su tutte è cambiata, ovvero la possibilità che ognuno di noi ha di dire la sua e di dirlo a un potenziale pubblico sconfinato senza “chiedere il permesso”. Tutti possono avere un loro “PROGRAMMA” e numerosi canali dove promuovere i loro contenuti, e questo avviene grazie al WEB e grazie ai SOCIAL NETWORK.

E così nascono gli “influencer”, ovvero coloro che sono riusciti, per i più disparati motivi, a farsi ascoltare. Ad attirare l’attenzione costruendosi un pubblico affezionato che li segue e che li ascolta. Un proprio pubblico da INFLUENZARE.

Il potere di influenzare è un potere molto forte che porta con sé grandi responsabilità.
Poter influenzare può significare poter raccontare le proprie storie tristi con l’obiettivo di aiutare che sta vivendo gli stessi drammi, o raccontare storie di successi per ispirare il prossimo.
Può significare dare consigli pratici su cosa comprare, cosa indossare, come comportarsi in determinate situazioni, come lavorare, come truccarsi.
Infine può significare FARE BUSINESS, ovvero proporre prodotti e servizi di AZIENDE TERZE, e venire pagati per questo.

Cosa c’è di male? niente. Alla fine non c’è nulla di diverso che prestare la propria faccia (famosa) per una pubblicità in tv o la propria voce (famosa) per uno spot alla radio.

E allora dov’è il problema? Non ce ne è. Se non che non tutti ancora comprendono questo meccanismo (parte del pubblico), e che non tutti (gli influencer) sfruttano questa grandissima opportunità che hanno con “etica”, ovvero con la serietà di un “imprenditore” che si rispetti.

Eh si, perché nel momento esatto in cui decidi di lucrare sulla tua visibilità allora non sei più un “portatore di un messaggio” semplice, ma diventi un imprenditore a tutti gli effetti, e, come tale, devi essere disposto ad assumerti oneri e onori, come lavorare con serietà, coerenza e rispetto nei confronti di quello che è il tuo pubblico e, quindi, rispetto per le leggi.

Ogni azienda che si rispetti, così come ogni imprenditore, dovrebbe avere prima di tutto a cuore l’interesse per il proprio lettore / pubblico ed essere certo di fornire un vero VALORE anche venendo (giustamente) pagati per questo.

In questo campo, così come un po’ in tutti i settori nuovi e in via di sviluppo, si trova ancora un po’ di tutto. Persone arrivate un po’ per caso che non hanno alcuna competenza lavorativa, aziende poco “etiche”, giovani influencer che ti vendono ogni giorno un prodotto diverso anche se non esattamente in linea gli uni con gli altri, e influencer che, pur di guadagnare qualche soldo, venderebbero anche i parenti più stretti, fregandosene completamente del motivo iniziale per il quale il pubblico abbia scelto di seguirlo con passione.

Ma non è tutto così. C’è anche un mondo intero di persone che grazie ai social network e grazie a questo grande potere di influenza sta diffondendo messaggi molto importanti, sta fornendo utilità, sta creando nuove opportunità di lavoro, e sta vendendo prodotti e servizi utili ad un pubblico realmente interessato ad ascoltare e comprare.

Per concludere, la risposta alla domanda “chi è l’influencer”, forse, non è ancora così semplice da dare, ma nel tempo ci diventerà.

Basta ricordarci, che se 40 anni fa si fosse detto ai propri genitori “voglio lavorare in tv” la reazione “migliore” che potevamo aspettarci era quella di essere cacciati a pedate da casa con tanto di frase annessa:

“Ma fai la persona seria e trovati un lavoro”.

 

di Dino Passeri & Ferdinando Perri

 

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